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venerd́ 25 settembre 2009 |
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256 pagine, 16 euro
Quando cultura era sinonimo di conoscenze letterarie, il medico si collocava fra le persone colte. Cechov, Schnitzler e Céline, per fare qualche esempio illustre, erano medici di professione e scrittori per vocazione. Oggi, nell’epoca della tecnologia, l’incontro fra medicina e letteratura è più arduo, ma anche più fecondo: non è solo un patrimonio culturale, ma la dimensione umanistica irrinunciabile per chi si occupa della salute.
In questa ottica si pone il volume Medicina e letteratura, della collana “Le raccolte di Janus”. I vari contributi analizzano e approfondiscono i temi della malattia, della medicina e della morte come sono affrontati da scrittori e poeti di ieri e di oggi: da mostri sacri come Shakespeare e Thomas Mann fino a Pinocchio e alla fantascienza, passando per i grandi romanzieri italiani (come Svevo, Buzzati e Tomasi di Lampedusa) e stranieri (da Tolstoj a García Márquez), ma anche la poesia inglese, il Vecchio Testamento e la letteratura degli immigrati.
L’incontro fra medicina e letteratura è uno dei temi centrali delle medical humaminites, ma non si tratta semplicemente di abbellire la pratica della sanità, bensì di ricondurla alla sua finalità originaria: essere una medicina per l’uomo.
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luned́ 11 giugno 2007 |
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112 pagine, 10 euro
Evocare i maestri in medicina può suscitare diverse associazioni. Non tutte positive, né piacevoli. C’è stata un’epoca in cui il titolo di maestro equivaleva a un’eccellenza nel sapere. Fascino personale e vasta cultura, anche in ambito umanistico, accompagnavano un’autorevolezza che i discepoli non osavano mettere in discussione. Dietro il maestro si formavano le scuole, alle quali i medici solevano richiamarsi con orgoglio. Un universo anni luce lontano dal nostro clima culturale, dove il paradigma normale è quello dell’evidence based medicine. Oggi, la scienza non si costituisce più sulla parola dei maestri. La nostra vita morale, invece, continua ad averne bisogno. La funzione di maestro fa riferimento al ruolo che assumono certe persone nello sviluppo della coscienza e più in generale, nella crescita morale a cui ognuno di noi è chiamato. Coloro che esercitano l’arte della cura non meno degli altri. indice per ordinare |
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